È stata resa nota ieri la morte di Claude Lévi-Strauss, avvenuta il 1 novembre a Parigi. Era nato nel 1908. Uno dei risultati della sua ricerca è che «nessuna società è profondamente buona e nessuna è assolutamente cattiva; offrono tutte certi vantaggi ai loro membri, tenuto conto di un residuo di iniquità che sembra più o meno costante» (Tristes Tropiques, 1955; trad. it. Il Saggiatore 1996, p.375). La società umana si presenta nel tempo e nello spazio con una varietà di espressioni e organizzazioni che lascia in ogni caso intravedere il reticolo comune, gli elementi strutturali la cui individuazione rimane il maggiore contributo che le ricerche di Lévi-Strauss abbiano fornito. In ogni caso,
il mondo è cominciato senza l’uomo e finirà senza di lui. Le istituzioni, gli usi e i costumi che per tutta la vita ho catalogato e cercato di comprendere, sono un’efflorescenza passeggera d’una creazione in rapporto alla quale essi non hanno alcun senso, se non forse quello di permettere all’umanità di sostenervi il suo ruolo. (…) Quanto alle creazioni dello spirito umano, il loro senso non esiste che in rapporto all’uomo e si confonderanno nel disordine quando egli sarà scomparso. (…) Piuttosto che antropologia, bisognerebbe chiamare «entropologia» questa disciplina destinata a studiare nelle sue manifestazioni più alte, questo processo di disintegrazione. (402-403)
Tristi tropici, triste antropologia.
E' stato uno dei relatori nelle edizioni dal 2001 al 2010. "Sono professore ordinario di Filosofia teoretica nel «Dipartimento di Scienze Umanistiche» dell’Università di Catania. In questo Dipartimento insegno Filosofia teoretica, Filosofia delle menti artificiali e Sociologia della cultura. Tema privilegiato della mia ricerca è il tempo, in particolare la relazione tra temporalità e metafisica. Mi occupo inoltre della mente come dispositivo semantico; della vitalità delle filosofie e delle religioni pagane; delle strutture ontologiche e dei fondamenti politici di Internet; della questione animale come luogo di superamento del paradigma umanistico."
Informazioni tratte dal sito del prof. Biuso (consultato il 3 gennaio 2021)
