La sera del 21 agosto 2025 Tina Di Genova ha presentato agli amici alcune canzoni, nella sala conferenza dell’hotel Il Duca del Sannio, accompagnate da una breve presentazione. Qui riportiamo alcune esecuzioni (ringraziamo Pietro Spalla per le registrazioni video).
RINGRAZIAMENTI
La scaletta trascorrerà fra diversi brani: classici della musica italiana e non, in prevalenza.
AH, CHE SARA’,CHE SARA’ di Chico Buarque de Hollanda, il cui testo è stato tradotto da Ivano Fossati e portato al successo da Fiorella Mannoia. Testo costruito su una domanda reiterata “Che Sarà?” allusione al mistero della vita, all’incertezza sul futuro che ci aspetta, non disgiunta tuttavia dalla speranza.
BRIVIDI L’amore, quello vero, può far venire i brividi ma anche la paura della perdita, ovvero che l’amore possa finire. Di Morra e Fabrizio, “Brividi” un brano dall’atmosfera jazzata portato al successo da Rossana Casale.
E PENSO A TE Cosa succede quando un amore sembra essere finito, ma non lo è in fondo? Quando il pensiero dell’altro diventa ossessivamente e nostalgicamente ricorrente? Nasce da quel binomio perfetto Mogol- Battisti, una gemma come “E penso a Te!”. Il testo della canzone fu steso in 20 minuti, durante un viaggio in auto sull’autostrada Milano-Como: Mogol elabora il testo di getto mentre Battisti canticchiava la linea melodica.
DREAM A LITTLE DREAM OF ME Quando si ama cosa si può chiedere alla persona amata ? Pensami, anche nei sogni: ovvero Dream a little dream of me: sogna un piccolo sogno di me di Fabian Andre e Gus Kahn. Dedica….
Amore, ancora amore: ma se un amore finisce ed il tempo inesorabile passa, cosa rimane? QUE REST IL DE NOS AMOURS ? di Charles Trenet. Una foto, un ricordo che non ci abbandona della giovinezza perduta ”Une photo, vieille photo de ma junesse”.
THE HOUSE OF RISING SUN Ed ora una ballata folk statunitense risalente alla prima metà dell’Ottocento, portata al successo dagli Animals nel 1964: The house of rising sun , la casa del sole nascente , luogo di perdizione e di sofferenza. Diventa così un classico intramontabile, citata anche in vari film, l’ultimo dei quali Perfect days , ultimo film di Wenders.
Ed ora un omaggio ad un’icona indiscussa della canzone come Mina, attraverso due brani che rimandano a due tappe fondamentali della sua carriera sessantennale ancora non terminata: il primo brano: GRANDE, GRANDE, di Toni Renis del 1971 di cui resta nella memoria il refrain che riecheggia l’odi et amo di Catullo: “Ti odio, poi ti amo, poi ti amo, poi ti odio e poi ti amo”.
L’AMORE VERO, quello a cui si riferisce l’altro brano del 2024, è un amore autentico che sfida e resiste al passare del tempo , e che si ammanta di ineffabilità “con le parole io non riuscirei a dire quello che tu sei per me”. “Il vero amore non sa parlare!”, direbbe Shakespeare. Colonna sonora del film Diamanti di Ozpeteck, 2024.
MARGHERITA: C’è chi sogna e immagina una donna ideale che non intravede nella realtà. E’ un po’ questa la genesi di questo inno all’amore per una donna, brano caratterizzato da un crescendo continuo , insomma “ Margherita” di Luberti – Cocciante, un ormai classico del 1976.
VEDRAI,VEDRAI: Cosa può succedere quando un figlio inquieto, tormentato non si sente all’altezza delle aspettative di un genitore? Nasce un brano struggente(1965) come Vedrai, Vedrai, in cui Tenco si rivolge alla madre che sognava per lui un’altra vita, magari da borghese soddisfatto .Una nota di speranza, o meglio, una promessa di cambiamento suggella il brano.”Vedrai che cambierà…”.
Adesso una pausa, per riprendere fiato. Lascio la parola, anzi i suoni, a Salvatore, che prova a suonare il motivo principale della colonna sonora ‘Il Padrino’, musica di Nino Rota.
NEL BLU DIPINTO DI BLU: qual è la canzone italiana o fra le canzoni italiane più conosciute anche all’estero? Nessun dubbio : Nel blu dipinto di blu(1958)di Franco Migliacci e Domenico Modugno. A quanto pare il titolo e la nuance del blu dominante sarebbe stato ispirato da un dipinto di Marc Chagall “La vergine col bambino ”. E poi il sogno di volare che sarà magari un desiderio di alcuni di noi…E’ forse quella la felicità?
Il mio percorso musicale volge al termine. QUANDO MI DICI COSI’: Accattivante e spiritoso mi sembra il sound di un brano di Gianni Ferrio ed Antonio Amurri che era stato pensato nel 1971 come sigla di un programma televisivo. Divertentissima l’interpretazione di Bongusto e Minnie Minoprio.
A grande richiesta viene proposto un bis, con un Salvatore Fricano impacciato, facendo la parte di un improbabile Alberto Lupo…

Bravissima Tina! Sottoscrivo il commento di Gianni…
La scelta dei brani, il modo di interpretarli…un tutt’uno con la splendida persona che è Tina.