G. ODDO: L’umorismo nei popoli

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Ci sono… un italiano, un inglese, un francese, un russo, un tedesco, un ebreo e… un cinese

Comicità Fisica e Gestualità: Gli italiani sono noti per la loro espressività corporea. L’umorismo spesso si accompagna a una mimica facciale marcata, gesti ampi e un linguaggio del corpo molto eloquente.

Umorismo italiano

Regionalismo e Dialetti: L’Italia è un paese di forti identità regionali, e l’umorismo ne è un riflesso fedele. Molte battute, personaggi e situazioni comiche sono legati a stereotipi regionali (il milanese pragmatico, il romano sanguigno, il napoletano scanzonato, il siciliano fatalista, ecc.) e all’uso dei dialetti, che aggiungono un livello di comicità e autenticità.

Il quotidiano e l’autoironia: argomento di scenette e battute sono ispirate alle situazioni di tutti i giorni tipo la famiglia, il lavoro, il traffico, la burocrazia, le relazioni amorose, il cibo.  L’autoironia esiste, spesso velata o usata per scherzare su stereotipi che riguardano gli italiani stessi (es. la mamma, la passione per il cibo, la tendenza a lamentarsi, la “furbizia”).

Satira Sociale e Politica: L’umorismo italiano ha una forte tradizione satirica. Il cabaret, la televisione e il cinema hanno spesso utilizzato la comicità per criticare la politica, la corruzione, le ingiustizie sociali e le ipocrisie. Spesso questa satira è diretta e pungente.

Riso e Ilarità Contagiosa: A differenza di altri umorismi più sottili o intellettuali, l’umorismo italiano mira spesso a generare una risata sonora e condivisa. C’è una volontà di creare un’atmosfera di allegria e divertimento collettivo.

Personaggi Caratteristici: La comicità italiana è spesso legata a personaggi “tipi” che incarnano vizi o virtù esagerati, rendendoli immediatamente riconoscibili e divertenti (pensiamo a personaggi come Fantozzi, Totò, Sordi, ecc.). REGIONALISMO E DIALETTI

Un milanese e un romano discutono del loro approccio al lavoro.

Milanese: “Noi a Milano lavoriamo sodo, eh. Dalle otto alle sei, senza fermarci.”

Romano: “Ah, e a che ora fate la pausa pranzo?”

Si gioca sugli stereotipi regionali: la proverbiale laboriosità milanese contrapposta alla presunta tendenza romana a prendere la vita con più leggerezza e meno frenesia.

IL QUOTIDIANO E LE SITUAZIONI COMUNI

Un cliente al ristorante che ordina molto cibo.

“No, non è che ho fame… è che ho nostalgia.” (Riferendosi a un piatto tradizionale o a un pasto abbondante).

Si ride della passione italiana per il cibo e della tendenza a usare pretesti divertenti per giustificare l’eccesso.

SATIRA SOCIALE E POLITICA

(nello stile di un comico come Crozza o Luttazzi): “In Italia la corruzione non è un problema, è un servizio! Se non ci fosse, chi farebbe funzionare le cose?”

Questa è satira pungente che esagera una realtà percepita (la corruzione) fino all’assurdo per evidenziarne l’aspetto grottesco e disfunzionale.

Il ragionier Ugo Fantozzi, il famoso personaggio di Paolo Villaggio, basa la sua comicità sulla sua goffaggine, sulla sua sfiga esagerata e sulla sua capacità di sopportare l’insopportabile.

UMORISMO INGLESE

L’uso dell’ironia e dello humor inglese nel corso dei secoli

L’umorismo inglese è noto per la sua sottigliezza, la sua arguzia e la sua capacità di affrontare anche i temi più seri con un sorriso.

Nel Medioevo, l’umorismo era spesso legato alla satira e alla critica sociale. I menestrelli e i giullari utilizzavano l’umorismo per intrattenere il pubblico, ma anche per denunciare i difetti della società e dei potenti.

Durante il Rinascimento, l’umorismo inglese conobbe una nuova fioritura, grazie soprattutto all’opera di William Shakespeare. Le sue commedie, come “Sogno di una notte di mezza estate” o “La bisbetica domata”, sono ricche di personaggi divertenti e situazioni comiche, ma anche di riflessioni profonde sulla vita e sull’amore.

Nel corso dei secoli successivi, l’umorismo inglese si è arricchito di nuove forme, come la satira politica e l’umorismo nero. Autori come Jonathan Swift, con i suoi “Viaggi di Gulliver”, o Oscar Wilde, con i suoi aforismi e le sue commedie brillanti, hanno contribuito a definire l’umorismo inglese come lo conosciamo oggi.

Ai giorni nostri, l’umorismo inglese continua ad essere una delle caratteristiche distintive della cultura britannica. Autori come Terry Pratchett, con i suoi romanzi fantasy umoristici, o Rowan Atkinson, con il suo personaggio di Mr. Bean, sono solo alcuni esempi di come l’umorismo inglese sia ancora vivo e vegeto.

L’umorismo inglese è spesso sottile e per essere compreso a pieno richiede intelligenza e una buona conoscenza della cultura inglese. Inoltre, l’umorismo inglese è spesso autoironico, cioè prende in giro gli inglesi stessi e le loro abitudini. Infine, l’umorismo inglese è spesso legato alla tradizione del nonsense, cioè all’umorismo assurdo e illogico.

L’umorismo inglese è una tradizione millenaria,  e ancora oggi continua ad essere una delle caratteristiche distintive della cultura britannica, apprezzato in tutto il mondo per la sua sottigliezza, la sua arguzia e la sua capacità di far ridere anche sui temi più seri. Si basa su una combinazione di sarcasmo, autoironia, un approccio impassibile (deadpan) e un’attenzione alle assurdità della vita quotidiana.

Un inglese si rovescia il tè addosso.

Commento tipico: “Oh, splendid. Just what I needed.” (Oh, splendido. Proprio quello di cui avevo bisogno.) Umorismo Nero/Assurdo

“My doctor has a dark sense of humor. He told me that I should exercise more. Or buy a bigger grave.” (Il mio dottore ha un senso dell’umorismo nero. Mi ha detto che dovrei fare più sport. O comprarmi una tomba più grande.)

Umorismo francese

L’umorismo francese ha delle caratteristiche distintive, spesso influenzate dalla cultura e dalla mentalità del popolo. Ecco alcuni aspetti salienti:

Sarcasmo e ironia: I francesi apprezzano molto il sarcasmo e l’ironia. Spesso si divertono a prendere in giro, e bisogna essere pronti a non offendersi se si è oggetto di una battuta. L’umorismo può essere sottile e richiedere una certa sensibilità per essere colto appieno. 

Critica sociale e politica: Fin dai tempi di Molière, la commedia francese ha spesso avuto un forte spirito critico e anticonformista, prendendo di mira i meccanismi sociali, l’ipocrisia e l’intolleranza. L’osservazione acuta della società è una componente fondamentale.

Lamentela e dibattito: I francesi sono noti per la loro tendenza a lamentarsi apertamente e a dibattere su qualsiasi argomento, anche senza un motivo apparente. Questo atteggiamento può tradursi in un umorismo basato sulla contrapposizione e sul disaccordo, spesso espresso con intelligenza e arguzia.

Umorismo nero: C’è anche una certa inclinazione all’umorismo nero, che può essere usato per alleggerire situazioni difficili o per affrontare temi scomodi.

Uso del linguaggio: L’umorismo francese può giocare molto sulle sfumature linguistiche, sui giochi di parole e su espressioni idiomatiche. Capire la lingua e le sue particolarità è fondamentale per apprezzare a pieno le battute.

Differenze con l’umorismo italiano: Rispetto all’umorismo italiano, che può essere più orientato alla comicità fisica, alle battute dirette e all’improvvisazione, l’umorismo francese tende a essere più intellettuale, basato sulla retorica, sul sarcasmo e sull’analisi dei comportamenti umani.

In generale, l’umorismo francese richiede spesso un ascolto attento e una certa familiarità con la cultura per essere pienamente apprezzato. Non è sempre immediato o esplosivo, ma può essere molto raffinato e stimolante.

Un cameriere in un ristorante parigino chiede a un cliente se il pasto è stato di suo gradimento.

Risposta tipica francese (con un sorriso appena percettibile): “On a vu pire.” (Si è visto di peggio.) Questa non è una critica aperta, ma un modo ironico per dire che non era eccezionale, lasciando intendere una certa disillusione. 

Due amici discutono del traffico a Parigi.

“À Paris, on ne roule pas, on attend son tour.” (A Parigi non si guida, si aspetta il proprio turno.)

È un’iperbole sarcastica che sottolinea la frustrazione del traffico, trasformando un problema quotidiano in una battuta che suona quasi come un’osservazione filosofica sulla pazienza.

Un comico che commenta una nuova legge burocratica.

“C’est la France! On invente des problèmes pour pouvoir ensuite les résoudre avec des lois compliquées.”

(È la Francia! Inventiamo problemi per poi risolverli con leggi complicate.)

Un personaggio televisivo che parla delle elezioni.

“Le problème avec les élections, c’est qu’on a le choix entre la peste et le choléra. Mais au moins, on a le choix!” (Il problema con le elezioni è che si ha la scelta tra la peste e il colera. Ma almeno si ha la scelta!)

Umorismo russo

L’umorismo russo è profondo, spesso malinconico e intriso di una saggezza popolare che affonda le radici nella storia complessa e a volte tragica del paese. A differenza di alcuni umorismi occidentali più leggeri o basati sulla battuta rapida, quello russo tende a essere più contemplativo, stratificato e, a volte, sorprendentemente oscuro.

Umorismo Nero e Malinconico: È forse la caratteristica più distintiva. L’umorismo russo spesso si nutre della sofferenza, delle difficoltà quotidiane e delle tragedie storiche. Non è un umorismo che cerca di negare la tristezza, ma piuttosto di affrontarla e sdrammatizzarla attraverso il riso. Come si dice in Russia, “il riso e il pianto stanno nel medesimo sacco”. L’obiettivo è “ridere fra le lacrime”, come affermava Gogol’.

Sarcasmo e Cinismo: Il sarcasmo è molto presente, spesso usato per commentare la burocrazia, la politica, le ingiustizie sociali o l’assurdità della vita. C’è una certa disillusione di fondo che alimenta un cinismo arguto, che si manifesta nel prendere in giro le debolezze umane e i fallimenti del sistema.Autocritica e Autoironia: Nonostante una certa “serietà” percepita dei russi, l’autoironia è una componente fondamentale. Essi sono capaci di ridere delle proprie sfortune, dei propri difetti e delle peculiarità della propria cultura. Questo li rende più accessibili e meno distaccati di quanto possano sembrare a prima vista.

Barzellette (Anekdoty): Le barzellette sono una forma d’arte popolare in Russia. Spesso sono brevi, acute e con un finale a sorpresa che può essere comico, cinico o profondamente amaro. Molte di esse hanno un sottofondo politico o sociale, e sono state un modo per esprimere il dissenso o semplicemente per sopravvivere ai tempi difficili.

Assurdità e Surrealismo: A volte, l’umorismo russo sconfina nell’assurdo e nel surreale, riflettendo una realtà che può apparire irrazionale o illogica. Questo aspetto si ritrova spesso nella letteratura e nel cinema.

Uso del Linguaggio: Molto dell’umorismo si basa sul gioco di parole, sulle sfumature linguistiche e su espressioni idiomatiche. La ricchezza della lingua russa permette battute complesse e stratificate.

Pazienza e Rassegnazione: C’è una vena di umorismo che nasce dalla rassegnazione di fronte a situazioni immutabili o difficili. Questo non significa passività, ma piuttosto la capacità di trovare una forma di leggerezza anche nella difficoltà.

In sintesi, l’umorismo russo non è sempre facile da cogliere per un occidentale, perché richiede una certa comprensione del contesto storico, culturale e sociale. Non è un umorismo superficiale, ma una forma di espressione profonda che aiuta a elaborare le complessità della vita.

Due amici discutono delle difficoltà economiche.

“Non è che siamo poveri. È che non siamo abbastanza ricchi da permetterci di non esserlo.”

Un esempio classico di umorismo nero che gioca sull’assurdità della povertà, esprimendo una verità amara in modo conciso e paradossale.

Durante l’epoca sovietica, si parlava spesso di “abbondanza” nei negozi.

Un uomo va in un negozio vuoto e chiede: “Avete carne?” Il commesso risponde: “No, qui non abbiamo carne. Il negozio accanto non ha pesce.

Un russo si lamenta del clima.

“Abbiamo due stagioni: l’inverno bianco e l’inverno grigio.”

Ecco un esempio semplice di autoironia sul clima rigido. Si scherza su una realtà difficile, accettandola con un pizzico di rassegnazione comica.

l’umorismo russo è spesso radicato nella sua storia e cultura, mescolando amarezza, sarcasmo e una sorprendente capacità di ridere di sé stessi e delle avversità.

Umorismo tedesco

L’umorismo tedesco è spesso oggetto di stereotipi che lo dipingono come inesistente o troppo serioso. In realtà, esiste, ma ha caratteristiche distintive che lo differenziano da altri tipi di umorismo, e che spesso richiedono un certo “occhio” o “orecchio” per essere apprezzate. Non è un umorismo che punta alla risata fragorosa e immediata, ma più a un sorriso o a una riflessione.

Umorismo Secco (Dry Humor) e “Deadpan”: Simile a quello britannico in questo aspetto, l’umorismo tedesco è spesso consegnato con un’espressione impassibile, un tono di voce neutro e senza enfasi. La comicità emerge dalla discrepanza tra la serietà della presentazione e l’assurdità o l’ironia del contenuto.

Puntualità e Precisione: Ironia della sorte, la rinomata precisione e la puntualità tedesca possono essere esse stesse fonte di umorismo.

Critica Sociale e Politica (Kabarett): La satira politica ha una lunga e forte tradizione in Germania, specialmente nel genere del “Kabarett”. Questo umorismo è spesso pungente e intelligente, prendendo di mira la burocrazia, le incongruenze del sistema, le figure politiche e le debolezze della società.

Autoironia e Stereotipi: Contrariamente a quanto si pensa, i tedeschi sanno anche prendersi in giro.

Giochi di Parole (se presenti, spesso complessi): Data la struttura complessa della lingua tedesca, i giochi di parole possono essere sofisticati e difficili da tradurre.

In sintesi, l’umorismo tedesco non è fatto per le grandi risate a pancia, ma è più sottile, intellettuale e spesso richiede una certa comprensione del contesto culturale e linguistico per essere pienamente apprezzato. È un umorismo che ti fa pensare, più che rotolare per terra dal ridere.

Due amici tedeschi stanno aspettando un treno in ritardo di due minuti.

“Beh, questo rovina completamente il mio programma di vita.” Un turista chiede indicazioni a un tedesco.

“Allora, deve andare dritto per 347 metri, poi girare a sinistra all’altezza del terzo albero di tiglio, non il secondo, e poi proseguire per esattamente 123 metri fino al semaforo, che in questo momento è rosso, ma tra 17 secondi diventerà verde. Poi…»

Un comico tedesco parla dell’umorismo tedesco.

“L’umorismo tedesco? È come l’elefante nella stanza: tutti sanno che c’è, ma nessuno sa come farlo ridere.«

Un tedesco che si prepara per una vacanza.

“Ho preparato un programma dettagliatissimo per ogni ora della vacanza. Non voglio perdere tempo divertendomi in modo spontaneo.”

Questi esempi mostrano come l’umorismo tedesco sia spesso più cerebrale, giocando sull’ironia sottile, la precisione e l’autoironia, piuttosto che su gag fisiche o battute immediatamente esplosive.

L’ umorismo tedesco è molto fine e sfiora a volte lo black-humor: una pubblicità di onoranze funebri suggerisce di leggere più da vicino… In prossimità dei binari di

Umorismo ebraico

L’umorismo ebraico è notoriamente ricco e stratificato, intriso di secoli di storia, diaspora, persecuzioni e una profonda tradizione intellettuale e religiosa. Non è solo un modo per far ridere, ma spesso una forma di sopravvivenza, critica sociale e riflessione filosofica.

L’umorismo ebraico è spesso diretto verso sé stessi e la propria comunità. Si ride dei propri difetti, delle proprie nevrosi, delle proprie tradizioni e anche delle proprie sofferenze. È una forma di resilienza, un modo per alleggerire il peso della storia e delle persecuzioni, mostrando che si può trovare la forza di sorridere anche nelle situazioni più tragiche.

Intellettualismo e Acume Verbale

È un umorismo che stimola la mente. Spesso si basa su:

Giochi di parole, paradossi e aforismi: L’umorismo yiddish, in particolare, è famoso per la sua arguzia verbale.

Domande retoriche: Si pone una domanda, ma la risposta è implicita nell’assurdità della situazione o nella sua ovvietà.

Logica contorta: Si segue un ragionamento apparentemente logico che però porta a conclusioni inaspettate o assurde.

Umorismo Nero e Malinconico

Come quello russo, l’umorismo ebraico non ha paura di affrontare temi difficili come la morte, la malattia, la persecuzione o la Shoah. È un modo per elaborare il dolore, esorcizzare la paura e trovare un barlume di luce nell’oscurità. Il concetto di “ridere fra le lacrime” è centrale.

Sarcasmo e Cinismo

Il sarcasmo è un’arma affilata, usata per criticare l’autorità, la burocrazia, l’ipocrisia religiosa o politica, e le assurdità della vita. C’è spesso un sottofondo di disillusione e scetticismo verso le grandi promesse e le ideologie.

La “Mamma Ebraica” e le Relazioni Familiari

Lo stereotipo della “mamma ebraica” (Yiddishe Mame) è una fonte inesauribile di umorismo. È un personaggio iperprotettivo, ansioso, con un’inclinazione al senso di colpa e una capacità unica di manipolare emotivamente. Questo si estende spesso a dinamiche familiari complesse, con discussioni e lamentele continue che diventano esse stesse un’espressione di affetto.

Rapporto con Dio e la Tradizione

L’umorismo ebraico non teme di “litigare” con Dio, di porre domande scomode o di esprimere lamentele verso il divino. È un dialogo costante, a volte irriverente, ma profondamente radicato nella fede e nella tradizione. L’umorismo ebraico, quindi, non è solo un genere comico, ma una lente attraverso cui si interpreta la vita, si affrontano le avversità e si mantiene un senso di identità e speranza.

Ecco alcuni esempi che illustrano queste caratteristiche:

Autoironia e Storia:

Un ebreo va a procurarsi un visto. Il funzionario gli dice: “C’è una coda lunghissima per i visti, le conviene tornare fra una decina d’anni.” L’ebreo risponde: “Ottimo, mattina o pomeriggio?”

La Mamma Ebraica:

Una madre ebrea chiama la figlia adulta: “Sono debolissima, sto morendo di fame, sono due settimane che non mangio.” La figlia preoccupata chiede: “Ma perché, mamma?” La madre risponde: “Non volevo avere la bocca piena quando tu telefonavi.” Umorismo Nero (sulla Shoah):

In un campo di concentramento, un ufficiale delle SS, per capriccio, offre a un ebreo una chance: “Ho un occhio di vetro. Se indovini qual è, ti lascio andare.” L’ebreo senza esitazione risponde: “Quello sinistro.” L’ufficiale, stupito: “Come hai fatto a riconoscerlo?” L’ebreo: “Ha uno sguardo così umano!”

Rapporto con Dio:

Un rabbino sta parlando con un suo fedele. “Rabbi, perché Dio ci ha scelti?” Il rabbino risponde:

“Beh, è un compito difficile essere il popolo eletto. Ma la cosa buona è che nessuno ce lo ruba.”

Umorismo cinese

Per capire l’umorismo cinese, è importante sapere che è profondamente legato alla cultura, alla storia e alla lingua del paese. Non è un umorismo diretto o basato su battute a raffica, ma spesso più sottile, didattico e con un forte legame con la vita quotidiana e le tradizioni.

Storicamente, in Cina, la satira politica è sempre stata un terreno scivoloso. Per questo, l’umorismo spesso si esprime in modo indiretto, allegorico o allusivo. Si usano metafore, doppi sensi o riferimenti a eventi storici e proverbi per criticare situazioni sociali, la burocrazia o le incongruenze del potere, senza esporsi direttamente. C’è un’arte nel “leggere tra le righe”.

Molte barzellette e storie umoristiche cinesi hanno uno scopo morale o didattico. Spesso servono a illustrare una lezione di vita, a mettere in evidenza una virtù o a criticare un difetto. Possono essere parabole divertenti che invitano alla riflessione.

La lingua cinese, con i suoi toni e le numerose parole omofone (che suonano uguali ma hanno significati diversi), è una fonte inesauribile di umorismo. Molte battute si basano su giochi di parole e ambiguità fonetiche, rendendole difficili da tradurre senza perdere la comicità.

Negli ultimi anni, con l’influenza di internet e della cultura popolare, sta emergendo anche una forma di umorismo più demenziale, parodistica e irriverente, spesso definita “Kuso” (termine di origine taiwanese, ma usato anche in Cina continentale come Ègǎo). Questo tipo di umorismo si diverte a distorcere immagini, video o testi per creare effetti comici e surreali, spesso rompendo con le forme più tradizionali.

Molte battute derivano dall’osservazione delle situazioni comuni, delle sfide quotidiane (es. il cibo, le relazioni familiari, il lavoro) e dei comportamenti tipici delle persone. Non è un umorismo che cerca di offendere, ma di riconoscere le stranezze della vita.

A differenza dell’umorismo occidentale che può essere più diretto o autoironico in modo palese (come quello britannico), l’umorismo cinese tende a essere più sottile, indiretto e contestuale. Capirlo appieno richiede spesso una buona conoscenza della lingua e del background culturale.

Un uomo sta leggendo il giornale e la moglie gli chiede: “Cosa c’è di nuovo?” Lui risponde: “Niente, le notizie di ieri sono le stesse di domani.” Durante una discussione su un progetto edilizio mal fatto.

“In Cina, quando un ponte crolla, significa che i materiali erano di ottima qualità. È l’ingegnere che non lo era.”

Commentando l’eccessiva quantità di lavoro.

“Lavoro così tanto che la mia ombra ha iniziato a lamentarsi per gli straordinari.”

Umorismo Kuso

Un meme popolare in Cina che mostra una foto di una persona in una situazione di difficoltà o disperazione, accompagnata dalla didascalia: “Il mio stato d’animo al lunedì mattina.

Questo è un esempio di umorismo Kuso. Prende un’immagine di solito seria o drammatica e le dà un contesto ironico e relazionabile per sdrammatizzare una situazione comune (l’odio per il lunedì). Non è una battuta verbale, ma una rielaborazione visiva.

Questi esempi mostrano la varietà dell’umorismo cinese, che va dalla satira sottile e culturalmente radicata ai giochi di parole linguistici, fino alle forme più moderne e irriverenti.

Giulia Oddo
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