Proponiamo qui l’intervento di Guido Martinoli, avvenuto il 23 agosto 2025, sessione serale, a ingresso gratuito.
«Diserzione» viene dal latino desertio-onis, e a sua volta da deserĕre, cioè “abbandonare”.
E’ «lasciare il posto», specialmente in ambito militare.
Scrisse don Milani (L’obbedienza non è più una virtù):
Cosa s’intende per diserzione?
Definizione giuridica militare:
- Se un militare s’allontana senza permesso e non ritorna
- È punita quasi ovunque, con pene varie secondo il paese.
- Leggi e pene sono più severe in guerra.
- In guerra può essere tradimento se si passa al nemico.
Tipologie di diserzione:
- Diserzione semplice: fuga non autorizzata.
- Diserzione aggravata: fuga con passaggio al nemico
La diserzione è un atto grave, viola gli obblighi militari ed é punito dalle leggi militari.
- Non insulterò mai delle persone come me, dei civili, che sono stati rivestiti con un’uniforme per poterli ammazzare come oggetti e nulla più, riempiendo loro la testa di vuote parole d’ordine e di scuse fallaci.
- Combattere senza sapere perché si combatte, è proprio di un imbecille, e non di un eroe.
- Eroe è colui che accetta la morte quando sa che essa sarà utile ai valori che difende.
- Il disertore della mia canzone altro non è che un uomo che non sa perché combattere
- e chi glielo spiega?
Chi disertava in guerra veniva subito ucciso?
Sì, la diserzione prevedeva la morte immediata, per la disciplina e la coesione tra le truppe.

Evoluzione delle leggi:
In molti paesi, la pena di morte è sparita e le pene sono meno severe.
Leggi militari storiche:
- Pena di morte in guerra, specialmente se commessa col nemico..
Esecuzioni sommarie:
- I comandanti potevano ordinare l’esecuzione senza processo.
- Nelle 2 guerre mondiali, la diserzione era punita anche se in aumento..
Evoluzione delle leggi:
- In molti paesi, la pena di morte è sparita e le pene sono meno severe
L’uccisione dei disertori è stata una realtà storica, ma le leggi e le pratiche militari sono cambiate nel tempo.
Diserzioni ucraine
L’autolesionismo è una forma di diserzione?
No, l’autolesionismo non è diserzione.
Le differenze principali:
- La diserzione è il rifiuto del servizio militare; l’autolesionismo è un’azione autodistruttiva.
- La diserzione ha conseguenze legali; l’autolesionismo richiede interventi di tipo psicologico e/o psichiatrico.
- L’autolesionismo è presente anche tra «civili».
In ambito militare le cause dell’autolesionismo sono:
- Difficoltà di adattamento alla vita militare.
- Stress e traumi legati al servizio o alla guerra.
- Disturbi mentali preesistenti o sviluppati nel servizio.
Per un autolesionista, è fondamentale che riceva supporto psicologico e psichiatrico adeguato.
La diserzione non risolve la guerra, sarebbe di professione. «La pace perpetua» di Kant
I tre articoli «strategici» per la pace perpetua
1° articolo: Ogni stato deve essere repubblicano.
Importanza della rappresentanza e della divisione dei poteri.
2° articolo: Il diritto internazionale fonda su un federalismo di stati.
Una lega mondiale di popoli come rimedio alla guerra.
Fattibilità di tale lega e criticità d’uno stato mondiale.
3° articolo: Il diritto cosmopolitico deve garantire l’ospitalità per tutti.
Diritto di visita e di soggiorno pacifico in altri stati.
Necessità della comunicazione e del commercio tra i popoli.
Gli articoli preliminari
- Nessun trattato vale se contiene riserva tacita per una guerra futura
- Gli eserciti nazionali col tempo devono sparire del tutto
- Divieto di debiti pubblici in relazione a vertenze esterne dello Stato
La garanzia della pace perpetua
- Il ruolo della natura e della provvidenza nel favorire la pace
- L’importanza dell’opinione pubblica e dell’educazione alla pace.
- La responsabilità di filosofi e politici nella realizzazione della pace.
Critiche e attualità
- L’eredità di Kant nel pensiero attuale (ONU, diritto internazionale).
- La sfida della pace perpetua nel XXI secolo.
La lega di popoli come pacifica alleanza di stati. Per Kant uno stato mondiale era problematico e potenzialmente pericoloso.
La lega di popoli come passo necessario per un’ideale pace perpetua e l’annullamento della guerra, senza rischiare un super-stato oppressivo. Da lì venne la Società delle Nazioni (poi ONU)
Un solo governo mondiale muterebbe le guerre in problemi d’ordine pubblico e gli eserciti in carabinieri di stato.
Radici storiche:
- Il Governo (non stato) mondiale ha radici antiche. Dante nel suo «De Monarchia» auspicava un’autorità universale per la pace.
- Nei secoli, questa idea è stata ripresa da filosofi, politici e attivisti.
Obiettivi principali di un governo mondiale:
- Eliminare conflitti locali, mutando le guerre in eventi d’ordine pubblico.
- Potrebbe affrontare meglio le sfide globali come l’ecologia, le pandemie e la povertà
- Garantirebbe ovunque i diritti umani.
Critiche e sfide:
- Perdita di sovranità
- Rischio di tirannia
- Difficoltà di attuazione
Guido Martinoli
Ingegnere con la passione della filosofia!
